Attività politica

Caro Direttore,

Scrivo a Lei perché il suo quotidiano, molto più di altri, ha cercato di vedere in questo anno le cose belle di Torino, di cui noi piemontesi siamo molto orgogliosi, ma anche le cose non belle e soprattutto il reale stato di salute della Città che fu Capitale d'Italia e che ha il grande merito storico di essere stata il principale motore per l'unità politica ed economica del Paese.

Perché Cavour non solo la unì politicamente ma disegnando la rete ferroviaria interna e impostando il primo traforo internazionale, il Fréjus, pose le basi per la sua unione economica.

Questa lunga premessa per dire che se noi oggi facessimo le analisi del sangue alla Città e cercassimo di capire, come fanno le squadre di calcio quando acquistano un nuovo giocatore, le sue potenzialità, noi vedremmo che Torino negli ultimi decenni ha visto diminuire la potenza del proprio motore economico perché le scelte delle Amministrazione di sinistra che hanno puntato sul turismo e sulla cultura come motori che potessero sostituirsi alle fabbriche che chiudevano o che se ne andavano, ci dà una Città che da anni cresce meno della media nazionale, con 200.000 poveri, con il 50% dei giovani disoccupati e per la prima volta con una parte consistente del piccolo commercio e dell'artigianato che non solo non hanno sentito il profumo della ripresa ma hanno visto diminuire il loro fatturato.

Berlusconi per primo capi nel 2002 a Pratica di Mare che la NATO doveva accordarsi con la Russia di Putin. Oggi dobbiamo rincorrere perché la minaccia terroristica è a livelli alti.

Se la politica estera è la politica, come diceva Churchill, allora, alla faccia di tutti, il CAV. Berlusconi sabato a Mogliano Veneto ha dimostrato che da 13 anni ha la visione migliore nell'interesse del Paese.

A Pratica di Mare nel 2002 Berlusconi, che aveva capito che con la globalizzazione non solo l'Europa ma la NATO avevano bisogno di alleati stretti, portò attorno al tavolo tutti i leader della NATO insieme a Putin. Chi ha sottovalutato quell'avvenimento solo per propri piccoli interessi personali ha danneggiato il Paese e l'Europa. Stamane Berlusconi ha raccontato come cercò invano di convincere Bush a evitare la guerra in Iraq.

Nel 2011 Sarko e il nostro re Giorgio, che nel 2010 aveva conferito un premio al re siriano Assad, fecero un errore gravissimo a imporre la guerra a GHEDDAFI. Sarko perché difendeva l'interesse di Total, Napolitano perché non capì il ruolo fondamentale di GHEDDAFI a tenere insieme le diversità mussulmane. Stupisce che a Pavia gli abbiano conferito nei giorni scorsi una Laurea honoris causa. La guerra a GHEDDAFI ha destabilizzato il Medio Oriente e ha rafforzato come pochi l'ISIS che oggi ha i missili puntati sulla Calabria e sulla Sicilia.

Mail di Mino GIACHINO inviata il 26.11.2015 al Direttore de LA STAMPA che, come sapete, da gennaio del 2016 andrà a dirigere Repubblica.

Gli Errori del 2011 ci costano caro.

Caro Direttore,

complimenti vivissimi per il nuovo incarico di cui, pensa, me ne aveva parlato L'Ing. Debenedetti a novembre 2008 ad Alba, quando premiai a nome del Governo GianLuigi Gabetti.

Colgo l'occasione qui per dirti della vicenda molto brutta tra la Turchia e la Russia.

Com’è ormai chiaro, i Leader occidentali, compreso il mitico Obama, non hanno un livello di visione e di credibilità tale da proporre un accordo. Senza il 12 novembre 2011, oggi, invece, Putin ed Erdogan sarebbero a Palazzo Chigi o a Villa Madama invitati dal Cavaliere, l'unico in grado di farli ragionare e l'Italia, per la prima volta nel dopoguerra, sarebbe centrale per un accordo di cui erano già state poste le basi a Pratica di Mare nel 2002.

Churchill diceva che la politica estera è la politica.

Ricordo degli amici del mondo dei trasporti che ci hanno prematuramente lasciato.

La visita ai nostri cari nel giorno dei morti mi ha fatto ricordare gli amici del mondo dei trasporti incontrati in questi anni di impegno a favore del settore prima al tavolo della Sala verde di Palazzo Chigi e poi al Ministero dei Trasporti insieme, di volta in volta, al Dott. Gianni Letta, a Matteoli, al presidente Berlusconi. 

Li ricordo con tanto affetto uno a uno, con il loro modo di fare, con la loro carica umana, impegnati a difendere un settore sottovalutato dal Paese, dai giornali e da una parte della classe politica. 

Un mondo senza del quale il Paese si fermerebbe, un mondo che merita maggiore attenzione perché dalla sua maggiore competitività dipende in parte la competitività del nostro Paese, delle nostre aziende. 

Un settore che se avesse porti più efficienti, infrastrutture più adeguate, in particolare quelle ferroviarie, una burocrazia più snella e coordinata, potrà darci col crescere della economia globale un maggiore tasso di crescita economica e occupazionale. 

A Bassi, Cozzi, Del Boca, Marrocchi che ho conosciuto personalmente ho aggiunto la foto di uno dei fondatori della FAI il Signor Bertacchi di Genova di cui ho parlato nei giorni scorsi con i figli a Genova.

Una preghiera per tutti e un ricordo che non sbiadisce nel nostro cuore,

Mino Giachino.

Torino, 11-11-2015

 

Trasporti e logistica - Un motore di sviluppo da rilanciare

Trasporti e Logistica sono la terza filiera del nostro Paese, valgono oltre il 10% del PIL italiano e occupano quasi 1 milione di persone. A causa della carenza di infrastrutture e a causa di una organizzazione da riformare oggi la logistica italiana è meno competitiva di quella olandese o tedesca e incide del 20% in più' sui costi del nostro sistema produttivo. Rilanciare la logistica e i trasporti come fattore di competitività e crescita è l'impegno dell'ex sottosegretario ai trasporti.

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Economia e lavoro a Torino e in Piemonte

Torino e il Piemonte culla della industria e dello sviluppo economico del nostro Paese da anni crescono meno della media nazionale. Torino oggi è al primo posto per disoccupazione giovanile e per numero di cassaintegrati. GIACHINO che per primo nel 2008 lanciò l'allarme inascoltato da Fassino e Chiamparino, prosegue nel suo impegno. Dopo aver fatto la battaglia per porta a Torino l'Authority dei trasporti e perché l'Aeroporto di Torino non venisse declassato dal Governo Renzi ora si batte per la Tav, per il Terzo Valico e per riportare a Torino il Salone dell'Auto e della Tecnica.

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Sicurezza stradale - Un impegno per la vita

L'Italia nel 2002 era al primo posto per incidenti e mortalità sulle strade (7.000 morti). Con due leggi del Governo Berlusconi, la Patente a punti del 2003 e la riforma del Codice della Strada del 2010 incidenti e morti sono dimezzati sino ai 3.200 del 2014. GIACHINO che ha seguito per conto del Governo a Berlusconi l'ultima riforma del Codice (legge 120/2010) prosegue il suo impegno a favore della vita è della sicurezza dei cittadini e degli automobilisti.

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Autotrasporto

E’ mia convinzione la necessità di una politica industriale del trasporto merci che lo strutturi maggiormente e lo renda competitivo a livello nazionale ed europeo, una politica che rilanci la crescita economica, sviluppi l'efficienza logistica e aumenti la domanda di trasporto per il sistema trasportistico italiano.

E una politica industriale del settore sarà tanto più forte quanto più sarà unito il mondo associativo e migliore il rapporto con la committenza.

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Piano Nazionale della Logistica

Libro di Giachino Bartolomeo - Logistica e Trasporti - I edizione

Libro di Giachino Bartolomeo - Logistica e Trasporti - II edizione

@MinoGiachino

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