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       Bartolomeo Giachino                                           

lettera aperta di Mino GIACHINO ai segretari regionali dei partiti .
Carissimi,
Con la pubblicazione dello studio della FIOM sul fortissimo calo della produzione di Auto a Torino la politica non può più stare ferma.
Da anni parlo invano del declino economico di Torino e del Piemonte. Ora la situazione è diventata  pesantissima. Dallo studio della FIOM e’ chiaro che  la situazione era visibile già dieci anni fa quando qualcuno diceva che a Torino la trasformazione era un caso di successo.
Augurandomi che vi siano ancora margini di recupero Vi scrivo pregandovi di mettere subito al centro della politica piemontese e nazionale  la situazione economica in generale e la situazione dell’auto in particolare. 
Torino e il Piemonte hanno dato ma hanno ricevuto anche molto dal settore Auto. Posti di lavoro, crescita del benessere, ricerca scientifica , sviluppo urbano . Torino e il Piemonte con gli stabilimenti automobilistici, con i Centri di ricerche Fiat e Gm, con il Salone dell’Auto hanno rappresentato per decenni nel mondo Torino e la sua gente operosa.
Negli anni 50,60,70,80 la politica era attentissima alle scelte della Fiat da quelle felici a quelle meno felici. 
Negli ultimi anni invece la attenzione delle Amministrazioni alla economia produttiva e alla Fiat si è molto attenuata e Torino  ha perso.
Dal 2001 al 2018 mentre il PIL nazionale cresceva di 1,8 punti, il Piemonte perdeva 1,6. Nel calo economico della nostra Regione ,di Torino d del Paese il calo della produzione delle auto negli stabilimenti torinesi ha sicuramente influito . Meno male che l’indotto si è trasformato e ha tenuto.
Molti però negarono il declino di Torino come dice oggi anche  il segretario della FIOM. I dati dello studio della FIOM sono pesantissimi. 
Nel 2009 con gli incentivi il Governo di cui ho avuto l’onore di far parte diede un contributo alla ripresa delle produzioni. Io stesso al Governo destinai quasi 100 milioni per la sostituzione dei vecchi camion con i nuovi Euro 5. 
Le Amministrazioni torinesi però stettero troppo passive.
Occorre intervenire urgentemente.
Con il Movimento SITAV abbiamo salvato la TAV ma se perdiamo l’auto il danno sarebbe gravissimo per tutto il Paese.
Il Piemonte deve portare la questione AUTO a livello nazionale prima che sia troppo tardi. 
Vi ringrazio molto della attenzione,
Mino GIACHINO 
Associazione SILAVORO SITAV 
 
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Fca, produzione dimezzata
13:11 Lunedì 02 Settembre 2019
 
Negli ultimi vent'anni, si è passati da quasi un milione e mezzo di vetture a 670mila. L'allarme della Fiom: "Dal 2007 mai un anno senza cassa a Mirafiori" e i posti di lavoro si sono ridotti del 41 per cento. La 500 elettrica non potrà garantire la piena occupazione - TABELLEfirst_pictureDal 1999 al 2018 la produzione Fca di auto in Italia si è dimezzata, da 1.410.459 a 670.932 vetture, con un calo del 41 per cento dei posti di lavoro e del 35 per cento delle ore lavorate. In questo contesto Torino “è un buco nero” e la Maserati di Grugliasco “è a rischio”. Le vetture prodotte in Italia, nel decennio 1999-2008, sono state oltre 10 milioni a fronte di 5,6 milioni del decennio successivo. È l’allarme della Fiom che presenterà una ricerca sull’auto, realizzata con la Fondazione Claudio Sabattini, alla Festa torinese, al via giovedì presso la società operaia di Beinasco. Venerdì è atteso il leader Cgil, Maurizio Landini, mentre sabato ci sarà un confronto tra la leader Fiom, Francesca Re David e il presidente di Federmeccanica,Alberto Dal Poz. “L’ultimo anno in cui non c’è stato utilizzo degli ammortizzatori sociali a Mirafiori è stato il 2007 – spiega il segretario della Fiom torinese, Edi Lazzi – e in Piemonte nell'auto si sono persi 18mila posti di lavoro e circa 30mila lavoratori sono coinvolti dalla cassa integrazione. In media lavorano il 65 per cento del tempo”.

A Mirafiori, nel 2006, si producevano 218mila vetture, con sei modelli, e nel 2018 si è arrivati a 43mila unità nell’intero polo dell’auto torinese. La Fiom torinese parla di “punto di non ritorno” e lancia l’allarme sulla possibile chiusura di uno stabilimento nel comprensorio di Torino. Anche l’arrivo della 500 elettrica a Mirafiori, “evento certamente positivo” per l’organizzazione cigiellina, infatti, “non potrà garantire la piena occupazione” dal momento che, ha spiegato Lazzi, “l’obiettivo di vendere 20mila unità sembra essere molto ambizioso per un unico modello commercializzato”. Da qui l’appello a “prendere di petto la situazione e aprire un tavolo di crisi dell’automotive che preveda tutti i soggetti politici, sindacali e istituzionali”.

Leggi qui la ricerca

Maserati vive un presente estremamente negativo e, come confermano gli ultimi dati di vendita, la crisi è molto più marcata di quanto si potesse immaginare sino a pochi mesi fa. A rimettere le cose nel verso giusto dovrebbe pensarci il nuovo piano industriale, anticipato sul finire dello scorso mese di luglio, che prevede il lancio di ben dieci nuovi modelli tra il 2020 ed il 2023. Attualmente, la produzione si concentra principalmente intorno al “Polo del Lusso” torinese con lo stabilimento di Mirafiori che produce il Levante e lo stabilimento di Grugliasco che produce la Ghibli e la Quattroporte. A completare la gamma del Tridente ci sono le supercar GranTurismo e GranCabrio prodotte a ritmi ridottissimi nello stabilimento di Modena.

 
 
 
 
 
 
GIACHINO : Il mio contributo a Torino e al Piemonte. 
TORINO e il PIEMONTE e il Nuovo GOVERNO/ 10 punti di interesse nazionale.  “Ciò che va bene al Piemonte va bene al Paese.”
 
GIACHINO : Torino e il Piemonte sono strategici per il rilancio della economia nazionale e pertanto sarà interesse del nuovo Governo mettere in condizione il Piemonte di ritornare a crescere di più dando così un contributo alla economia nazionale.
Il Piemonte malgrado il calo della crescita di questi anni  ha ancora un avanzo nell’import-export che è molto utile al Bilancio dello Stato che si sviluppi ancora di più 
Se come ha detto il Fatto Quotidiano questo è il Governo delle differenze e diffidenze , occorre  presentarsi a Roma con un Documento Unitario sui punti programmatici : Il Piano del Piemonte per il rilancio del Paese.
La preoccupazione che leggo sul nuovo Governo e ‘ figlia del declino economico e politico degli ultimi anni, come è stato anche ben documentato dal magazine del New York Times .
Torino e il Piemonte da quasi vent’anni crescono meno della media nazionale per cause economiche ma anche per la debolezza delle Amministrazioni che non hanno capito per tempo il declino e non hanno saputo reagire con forza su nuove politiche di sviluppo.
A momenti perdevamo la TAV e in 13 anni non si è stati capaci di fare il progetto della linea 2 della Metro, la stessa Asti Cuneo e’ bloccata non solo per i ritardi romani ma anche per le posizioni locali.
Ma Torino e il Piemonte a Roma sono visti anche come espressione delle grandi Piazze del SITAV. Cirio a Roma farebbe bene a indossare la mia felpa SITAV. 
 
Il nuovo Governo dovrà rilanciare economia e lavoro e ha interesse a mettere in condizioni i vari territori di dare ognuno di più.
Torino e il Piemonte che hanno ancora un avanzo notevole nel rapporto con il mercato mondiale importante , possono dare una mano alla ripresa locale e nazionale se saranno capaci di definire a breve una posizione unitaria su:
1)-Ripresa lavori TAV
2)-Linea 2 della Metropolitana,
3)-Piano industria dell’auto,
4)-Piano delle autostrade piemontesi ,
5)-Interventi sulla ferrovia Torino-Genova e Torino-Savona,
6)-Manifacturing Center per la Manifattura del futuro;
7)-Inserimento Torino e Piemonte nelle Olimpiadi Invernali 2026.
8)-Gronda autostradale Genova che interessa molto l’economia piemontese.
9)-Torino Città europea del Turismo intelligente del 2010.
9)-riduzione del Cuneo fiscale.
10)-Asti-Cuneo.
 
Su questi 10 e altri punti le categorie produttive torinesi, i Sindacati, Comune e Regione dovrebbero essere compatti nel confronto ..da domattina e dovrebbero inviare il Piano al Premier che lo potrà recepire nel discorso programmatico.
 
Mino Giachino 
SITAV SILAVORO 
335.6063313
 
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E’ bene che le forze politiche impegnate nella crisi di Governo sappiano che la TAV NON PUÒ ESSERE RIMESSA IN DISCUSSIONE solo per trovare un accordo relativo a qualche poltrona ministeriale.
Per la TAV c’è una Legge dello Stato, vi è stato il voto del Senato del 8.8.2019 e c’è un impegno del Governo uscente inviato all’Europa.
Il Paese è fermo, ha bisogno di rilanciare la economia e il lavoro deve assolutamente rilanciare gli investimenti nelle infrastrutture di trasporto soprattutto quelle su rotaia per ridurre inquinamento e incidentalità.
Il Movimento SITAV  che in meno di 5 mesi ha riempito piazza Castello di Torino per 3 volte come era successo solo al grande DeGasperi ,un politico che lavorava per il futuro,  e’ vivo e attentissimo. 
Stiamo parlando del futuro del nostro lavoro e dei nostri figli. Se per qualche poltrona di Governo qualcuno pensasse di rimettere in discussione la TAV , questa volta porteremo in piazza tutti i 113.500 amici che hanno aderito alla mia Petizione SITAV su change.org
 
Mino GIACHINO 
SITAV SILAVORO 
335.6063313
Mi permetto allegare la risposta a GAD LERNER che ieri mattina su Repubblica sosteneva che la TAV e’ uno spreco. Mino GIACHINO (335.6063313)
Egregio GAD LERNER la TAV non è uno spreco ma ci terrà dentro il futuro..
Signor LERNER,
Lei e’ sicuramente un bravo giornalista ma sulla TAV non ha , leggendo il suo scritto, tutti gli elementi per dire che è uno spreco. Neanche il nostro comune amico Bruno Manghi , ottimo sociologo sindacale, ha gli elementi per dire ciò. Intanto partiamo da dati corretti. 
Tra le poche cose che stanno crescendo nel mondo vi sono il turismo, lo scambio delle merci e il PIL mondiale. Appunto. Nella economia globale aumentano via via, mano mano che il PIL procapite cresce , lo scambio delle merci e il turismo. Non a caso la quantità di merci che attraversano le Alpi (216 milioni di tonnellate)ha superato notevolmente la quantità precrisi (190 milioni di tonnellate) mentre come Lei sa il PIL italiano e’ ritornato ai livelli del 1999.
Manghi e’ un divoratore di libri ma forse non ha letto Cavour o ad esempio Rosario Romeo ne “la Vita di Cavour”. Legga pagina 202 e scoprirà che per Cavour attraversare le Alpi e’ come respirare.
Intanto non ci si può limitare a parlare del Tunnel Torino Lione perché quel tunnel fa parte della Rete europea di trasporti sul futuro, tutta su rotaia, con l’obiettivo di  diminuire la quota di trasporto passeggeri e merci su gomma, diminuire l’inquinamento e la incidentalità stradale. 
Di più . 
Nel 2030 la Rete europea di trasporti dell’Europa su rotaia collegherà il più Grande Mercato di consumi del mondo. 
Chi sarà dentro quella rete ne avrà benefici in termini di attrazione di investimenti, attrazione di turismo e di logistica. Chi sarà fuori , sarà fuori.
A Lei e a Manghi non hanno spiegato che la linea se non passasse dalla Valle di Susa potrebbe passare da Ventimiglia e via Genova per raggiungere di li Milano e poi dirigersi verso Budapest. In questo modo Torino già deindustrializzata e oggi impoverita sarebbe ancora più impoverita per i prossimi Cento anni. 
Non sto qui a farle previsioni numeriche ma quello che è certo è che con la TAV , Torino e il Piemonte saranno dentro la rete dei trasporti del futuro. Senza la Tav ci condanneremmo all’isolamento.
Ecco perché il 14 Giugno  dello scorso anno ho scritto una Petizione SITAV  su Change.org che ha avuto ben 113.300 adesioni. E molti di quelli che hanno aderito accolsero l’invito che io, insieme a altri amici torinesi, feci il 2 Novembre 2018 per partecipare alla prima Grande Manifestazione SITAV.
Mi emozionai a vedere quella Piazza strapiena. 
Quella Piazza ha cambiato le decisioni politiche e ha fatto dire al Premier Conte che l’interesse nazionale sta nel costruire la TAV, avendo l’Europa, nel frattempo, deciso di raddoppiare il proprio contributo economico. 
Le posso assicurare che non ho interessi in alcuna azienda di lavori pubblici . L’unico mio riferimento sono i tanti senza lavoro che negli ultimi anni a Torino e in Piemonte sono raddoppiati.
La ringrazio della attenzione e continuerò a leggerla su Repubblica.
Mino GIACHINO 
SITAV SILAVORO SIAMBIENTE
335.6063313

Trasporti e logistica - Un motore di sviluppo da rilanciare

Trasporti e Logistica sono la terza filiera del nostro Paese, valgono oltre il 10% del PIL italiano e occupano quasi 1 milione di persone. A causa della carenza di infrastrutture e a causa di una organizzazione da riformare oggi la logistica italiana è meno competitiva di quella olandese o tedesca e incide del 20% in più' sui costi del nostro sistema produttivo. Rilanciare la logistica e i trasporti come fattore di competitività e crescita è l'impegno dell'ex sottosegretario ai trasporti.

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Economia e lavoro a Torino e in Piemonte

Torino e il Piemonte culla della industria e dello sviluppo economico del nostro Paese da anni crescono meno della media nazionale. Torino oggi è al primo posto per disoccupazione giovanile e per numero di cassaintegrati. GIACHINO che per primo nel 2008 lanciò l'allarme inascoltato da Fassino e Chiamparino, prosegue nel suo impegno. Dopo aver fatto la battaglia per porta a Torino l'Authority dei trasporti e perché l'Aeroporto di Torino non venisse declassato dal Governo Renzi ora si batte per la Tav, per il Terzo Valico e per riportare a Torino il Salone dell'Auto e della Tecnica.

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Sicurezza stradale - Un impegno per la vita

L'Italia nel 2002 era al primo posto per incidenti e mortalità sulle strade (7.000 morti). Con due leggi del Governo Berlusconi, la Patente a punti del 2003 e la riforma del Codice della Strada del 2010 incidenti e morti sono dimezzati sino ai 3.200 del 2014. GIACHINO che ha seguito per conto del Governo a Berlusconi l'ultima riforma del Codice (legge 120/2010) prosegue il suo impegno a favore della vita è della sicurezza dei cittadini e degli automobilisti.

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Autotrasporto

E’ mia convinzione la necessità di una politica industriale del trasporto merci che lo strutturi maggiormente e lo renda competitivo a livello nazionale ed europeo, una politica che rilanci la crescita economica, sviluppi l'efficienza logistica e aumenti la domanda di trasporto per il sistema trasportistico italiano.

E una politica industriale del settore sarà tanto più forte quanto più sarà unito il mondo associativo e migliore il rapporto con la committenza.

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Piano Nazionale della Logistica

Libro di Giachino Bartolomeo - Logistica e Trasporti - I edizione

Libro di Giachino Bartolomeo - Logistica e Trasporti - II edizione

@MinoGiachino

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