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       Bartolomeo Giachino                                           

L’Italia da anni e’ agli ultimi posti per tasso di crescita con una altissima Disoccupazione giovanile e con un Debito Pubblico ulteriormente cresciuto. Negli ultimi anni 170.000 neolaureati sono stati costretti a cercare lavoro all’estero. L’Italia ha bisogno di rilanciare al più presto la crescita economica per offrire un FUTURO alle giovani generazioni e ai senza lavoro. Di queste cose parla L’ex Sottosegretario ai trasporti Mino Giachino nel Libro che verrà presentato a Castellamonte Venerdì 2 ore 18.
 
Mino Giachino, che si è contraddistinto per una capacità di lavoro al Governo e di iniziativa politica invidiabile, invita i Giovani ad andare a votare perché Domenica 4 Marzo non si voterà solo una coalizione, si voterà un programma di rilancio della economia e del lavoro nel nostro Paese. 
Ai partecipanti verrà offerta una copia del libro.
Intervista all'On. Giachino estratto dal Telegiornale di Rete 7
Servizio del 30 agosto 2014 “RACCOLTA PER PERSONE IN DIFFICOLTA CLUB FORZA SILVIO”
 
 
 

GIACHINO (F.I.): INFRASTRUTTURE, TRASPORTI E LOGISTICA MOTORE DI CRESCITA DECISIVO DEL PAESE.

Intervento dell'onorevole Bartolomeo Giachino
Responsabile nazionale trasporti di Forza Italia.
Roma, 21.6.2014, Sala del Nazzareno.
(testo tratto dalla conversazione a braccio).
......
Sviluppo con piacere il tema che mi era stato affidato perché lo ritengo centrale nei ragionamenti della politica italiana.
L'argomento centrale nel sistema del Paese, il bene comune del Paese, è la crescita (Benedetto XVI: Caritas in veritate).
Con la bassa crescita prima e la decrescita degli ultimi 7 anni una parte sempre più ampia del nostro Paese è diventata molto più povera e la disoccupazione è un dramma economico, umano e psicologico mai visto nel dopoguerra.
Purtroppo la classe dirigente politica, cosi come il mondo della informazione, è fatta di gente per bene, ma che o universitari o deputati o senatori, godono di stipendi che non gli consentono di comprendere per davvero quanto è drammatica la vita del Paese. La bassa crescita di questi anni, gli effetti della manovra recessiva di questi ultimi 3 anni hanno aumentato notevolmente la fascia della povertà della gente. Io arrivo da Torino, è la città in Italia nella quale c'è la più alta quota di disoccupazione giovanile, Torino è una città nella quale l'Arcivescovo Nosiglia da due anni, non compreso da chi la amministra, dice, c'è una metà della città che sta bene, che non si accorge che l'altra metà della città sta male. Ma la metà della città che sta male non è la metà della città alla quale hanno ridotto le entrate del 10, del 20%, è gente che non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, è gente per la quale la vita oggi è un vero inferno. E, a differenza del '45, di quando siamo usciti dalla seconda guerra, oggi c'è molto meno speranza. Nel dopoguerra c'era la necessità della crescita ma il Paese sapeva che la crescita sarebbe arrivata che sarebbe arrivato il benessere e il Paese voleva la crescita. Oggi al contrario, la consapevolezza del fatto che le condizioni di vita per una parte importante della società italiana sono diventate impossibili non esiste, e allora, è sufficiente che voi guardiate i giornali, ci si limita a discutere di congiuntura, a dire stiamo andando leggermente meglio. Non è assolutamente vero. Vi ricordate il meeting di Rimini del 2012 il prof. Monti disse 'vedo una la luce in fondo al tunnel', la luce in fondo al tunnel non c'è. Il -0,1 di crescita, del primo trimestre è il dato peggiore. Ci sono 4 numeri che identificano benissimo la realtà. Dall'inizio della crisi la fine del 2007 al 31 dicembre 2013, gli USA oggi sono a +6% hanno superato la fase difficile, ne sono usciti. L'area dell'euro è a -3, dimostrazione che la politica economica seguita dall'Europa è stata sbagliata, l'Italia è a -8,5, ma la novità non è il sud ma il nord che ha bisogno di crescere e che si trova in condizioni di grande difficoltà. La novità è che questi stessi anni Torino e provincia, la realtà che ha trainato il nostro Paese dal 1861 in poi, hanno perso l'11,5 cioè 3 punti in più della media nazionale, vuol dire che il motore del nord, è inceppato.
Il Paese non cresce più e la somma delle manovre recessive ci ha messo in queste condizioni. Se mi permettete la metafora, è come se noi avessimo avuto una lunghissima e fortissima influenza intestinale, dalla quale non riusciamo più a uscire, non ne abbiamo più la forza. L'Italia che perde lo 0,1 nel primo trimestre del 2014 è l'Italia che è stata svuotata dalle manovre recessive volute da una politica economica europea sbagliata e che oggi non ce la fa più a crescere, malgrado stiamo andando benino nelle esportazioni, malgrado alcuni settori tirino, il complessivo dell'economia italiana non cresce più, questo è il punto. E allora, io devo essere assolutamente rispettoso del luogo nel quale mi trovo, però voglio dire, prendiamo come chiave di lettura di oggi, il Corriere della sera, che a pag.16 parla del vertice odierno che vedrà riuniti a Parigi i vertici dei partiti socialisti europei. Se il vertice europeo che si tiene oggi a Parigi, contro la politica economica dell'austerity si fosse tenuto a metà del 2011, noi oggi staremmo molto meglio. Perché l'Europa capisce con due anni e mezzo di ritardo che la politica dell'austerity è stata sbagliata, ha fallito, non ci ha dato risultati. Quella linea, accettata acriticamente in Italia chiamando il "salvatore" M. Monti ci ha massacrato, senza risolvere alcuno dei nostri problemi. Allora questo Paese che cresceva già poco prima della crisi che nella crisi ha perso di più di quanto ha perso l'Europa, ha il tema della crescita come tema fondamentale che dovrebbe riempire oggi le prime pagine dei giornali. se uno dovesse riprendere una parola ripetuta tre volte come qualche anno fa bisognerebbe dire crescere, crescere, crescere! Ma la crescita oggi è più difficile ma è più importante del '45 perché nel ‘45 noi dovevamo ritornare a crescere per dare da mangiare alla gente … era un Paese distrutto dalla guerra, ma era chiaro che noi saremo cresciuti, oggi, invece, noi dobbiamo crescere di almeno due punti di fila l’anno, non solo per dare da mangiare a quelli che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese e per creare nuovi posti di lavoro, ma dobbiamo crescere di almeno due punti di pil per ridurre il peso del debito pubblico che noi nel dopoguerra non avevamo affatto. Oggi abbiamo tutti bisogno della crescita ma la crescita è più difficile e dobbiamo fare tutto per la crescita.

Trasporti e logistica - Un motore di sviluppo da rilanciare

Trasporti e Logistica sono la terza filiera del nostro Paese, valgono oltre il 10% del PIL italiano e occupano quasi 1 milione di persone. A causa della carenza di infrastrutture e a causa di una organizzazione da riformare oggi la logistica italiana è meno competitiva di quella olandese o tedesca e incide del 20% in più' sui costi del nostro sistema produttivo. Rilanciare la logistica e i trasporti come fattore di competitività e crescita è l'impegno dell'ex sottosegretario ai trasporti.

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Economia e lavoro a Torino e in Piemonte

Torino e il Piemonte culla della industria e dello sviluppo economico del nostro Paese da anni crescono meno della media nazionale. Torino oggi è al primo posto per disoccupazione giovanile e per numero di cassaintegrati. GIACHINO che per primo nel 2008 lanciò l'allarme inascoltato da Fassino e Chiamparino, prosegue nel suo impegno. Dopo aver fatto la battaglia per porta a Torino l'Authority dei trasporti e perché l'Aeroporto di Torino non venisse declassato dal Governo Renzi ora si batte per la Tav, per il Terzo Valico e per riportare a Torino il Salone dell'Auto e della Tecnica.

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Sicurezza stradale - Un impegno per la vita

L'Italia nel 2002 era al primo posto per incidenti e mortalità sulle strade (7.000 morti). Con due leggi del Governo Berlusconi, la Patente a punti del 2003 e la riforma del Codice della Strada del 2010 incidenti e morti sono dimezzati sino ai 3.200 del 2014. GIACHINO che ha seguito per conto del Governo a Berlusconi l'ultima riforma del Codice (legge 120/2010) prosegue il suo impegno a favore della vita è della sicurezza dei cittadini e degli automobilisti.

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Autotrasporto

E’ mia convinzione la necessità di una politica industriale del trasporto merci che lo strutturi maggiormente e lo renda competitivo a livello nazionale ed europeo, una politica che rilanci la crescita economica, sviluppi l'efficienza logistica e aumenti la domanda di trasporto per il sistema trasportistico italiano.

E una politica industriale del settore sarà tanto più forte quanto più sarà unito il mondo associativo e migliore il rapporto con la committenza.

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Piano Nazionale della Logistica

Libro di Giachino Bartolomeo - Logistica e Trasporti - I edizione

Libro di Giachino Bartolomeo - Logistica e Trasporti - II edizione

@MinoGiachino

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