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       Bartolomeo Giachino                                           

Il problema numero del paese e’ la bassa crescita che ormai data 19 anni. Una forte crescita , di almeno due punti di PIL l’anno per venti anni di seguito porterebbe il nostro Debito Pubblico vicino ai 100 sul PIL , ridurrebbe il costo del debito pubblico generando risorse per gli interventi a difesa del territorio, per il miglioramento del sistema scolastico e per gli interventi a favore delle famiglie e delle persone più colpite dagli anni della crisi e genererebbe migliaia di nuovi posti di lavoro veri.
In questi 19 anni abbiamo visto tanti provvedimenti, tante riforme o riformette ma il totale, come diceva il Principe De Curtis, ci vede con un PIL procapite sceso di 20 punti rispetto alla media europea, una situazione sociale pesante e pericolosa e con la condanna che porta i nostri neolaureati a cercare all’estero un lavoro per il loro domani.
Il Paese si è impoverito perché dal 2010 in poi sono stati via via tagliati gli investimenti pubblici e in particolare quelli nelle infrastrutture di trasporto che , lo voglio sottolineare ai molti che non lo hanno ancora capito, sono quelli che possono generare più di altri la crescita del PIL.
E’ evidente dopo questi risultati deludenti che occorra puntare molto di più sugli investimenti nelle infrastrutture in particolare quelle che ci connettono direttamente con la rete europea e mondiale di trasporto merci e passeggeri.
Perché se la economia italiana in questi anni ha perso punti importanti rispetto alla media europea , la economia europea e quella mondiale sono cresciute a un tasso annuo doppio o triplo. La crescita della economia mondiale ha beneficiato le nostre esportazioni che in questi anni difficili ci hanno salvato da un calo drammatico con pesantissime conseguenze umane e sociali. Perché come Cavour aveva capito 170 anni fa i Paesi crescono di più se sono in grado di contendere i traffici economici mondiali. La economia olandese CE lo dimostra.
Il nostro Paese, nonostante tutto, ha 4punti di Forza importanti su cui puntare di più : il turismo, la Manifattura, il Made-in, la enogastronomia , quattro settori che ci vedono leader nel mondo. 
Per dirla in modo che capiscano tutti, se oggi noi vendiamo queste 4 settori a 1 miliardi di persone domani con infrastrutture di trasporto moderne e meglio connesse col mercato mondiale potremo venderli a un mercato di oltre 3 miliardi di persone e domani a 9 miliardi di persone. 
Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di ottenere tra l’aumento del turismo ,della logistica e della crescita delle esportazioni almeno 1 punto di PIL in più ogni anno.ecco perché la Analisi Costi e Benefici in corso al MIT e’ perlomeno limitata perché è chiaro che la migliore connessione col mercato mondiale ci ripagherebbe la TAV, il Terzo Valico , la Pedemontana, la Nuova Diga al porto di Genova etc, etc 
Se questo è l’obiettivo su cui puntare , l’interesse generale da perseguire e’ chiaro che il MOVIMENTO SITAV che ha riempito come mai prima la Piazza Castello di Torino lo scorso 10 Novembre, radunando per la prima volta dopo vent’anni di NO a Tutto, l’ITALIA del SI  e’ la maggiore speranza e novità per il rilancio economico e sociale del nostro Paese.
Con queste considerazioni sarebbe bello e utile che messe da parte ogni interesse particolare il Governo del cambiamento si confrontasse perche’ con i No non solo non si va da nessuna parte ma si offrirebbe alla metà del Paese impoverita da questa lunga depressione economica solo la prospettiva preoccupante dei GILLET GIALLI.
Se ci rifacciamo ai problemi e alle soluzioni individuate dai Cavour, Cattaneo, da De Gasperi o da grandi Amministratori locali come il Prof. Giuseppe Grosso forse individueremo soluzioni all’altezza dei problemi e delle opportunità offerte dal mondo che cambia. 
Il 150* anniversario della apertura del Canale di Suez e il 148 anniversario della apertura del Primo Traforo ferroviario del mondo, il Frejus , dovrebbero aiutarci a dire SI ALLA CRESCITA e NO ALLA DECRESCITA.
Buon Anno.
Mino GIACHINO 
Uno degli organizzatori della Manifestazione SITAV
335.6063313
 
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Trasporti e logistica - Un motore di sviluppo da rilanciare

Trasporti e Logistica sono la terza filiera del nostro Paese, valgono oltre il 10% del PIL italiano e occupano quasi 1 milione di persone. A causa della carenza di infrastrutture e a causa di una organizzazione da riformare oggi la logistica italiana è meno competitiva di quella olandese o tedesca e incide del 20% in più' sui costi del nostro sistema produttivo. Rilanciare la logistica e i trasporti come fattore di competitività e crescita è l'impegno dell'ex sottosegretario ai trasporti.

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Economia e lavoro a Torino e in Piemonte

Torino e il Piemonte culla della industria e dello sviluppo economico del nostro Paese da anni crescono meno della media nazionale. Torino oggi è al primo posto per disoccupazione giovanile e per numero di cassaintegrati. GIACHINO che per primo nel 2008 lanciò l'allarme inascoltato da Fassino e Chiamparino, prosegue nel suo impegno. Dopo aver fatto la battaglia per porta a Torino l'Authority dei trasporti e perché l'Aeroporto di Torino non venisse declassato dal Governo Renzi ora si batte per la Tav, per il Terzo Valico e per riportare a Torino il Salone dell'Auto e della Tecnica.

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Sicurezza stradale - Un impegno per la vita

L'Italia nel 2002 era al primo posto per incidenti e mortalità sulle strade (7.000 morti). Con due leggi del Governo Berlusconi, la Patente a punti del 2003 e la riforma del Codice della Strada del 2010 incidenti e morti sono dimezzati sino ai 3.200 del 2014. GIACHINO che ha seguito per conto del Governo a Berlusconi l'ultima riforma del Codice (legge 120/2010) prosegue il suo impegno a favore della vita è della sicurezza dei cittadini e degli automobilisti.

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Autotrasporto

E’ mia convinzione la necessità di una politica industriale del trasporto merci che lo strutturi maggiormente e lo renda competitivo a livello nazionale ed europeo, una politica che rilanci la crescita economica, sviluppi l'efficienza logistica e aumenti la domanda di trasporto per il sistema trasportistico italiano.

E una politica industriale del settore sarà tanto più forte quanto più sarà unito il mondo associativo e migliore il rapporto con la committenza.

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Piano Nazionale della Logistica

Libro di Giachino Bartolomeo - Logistica e Trasporti - I edizione

Libro di Giachino Bartolomeo - Logistica e Trasporti - II edizione

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