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       Bartolomeo Giachino

Gianni Letta per la presentazione del Libro di Mino GIACHINO dedicato ai ragazzi “SCEGLI TU IL TUO FUTURO” svoltasi quest’oggi nella sede nazionale di Forza Italia in via in Lucina 17.
 

Lavorare al governo con Bartolomeo Giachino è stata per me un'esperienza istruttiva. Lo dico senza mascherarmi dietro parole di circostanza. Non solo a me, ma a tutti ha insegnato la logistica delle cose da fare, l'ordine concreto delle questioni da risolvere. Non per mero pragmatismo, ma per consapevolezza generale degli interessi del Paese, nella sua materia - i trasporti - è stato un esempio. Non a caso pochi mesi fa Giachino, è stato insignito a Milano di un Premio prestigioso da parte di Assologistica, l'Associazione che raccoglie le grandi società di logistica italiane e estere. Il Premio - recita la motivazione - è conferito a Bartolomeo Giachino come "Logistico dell'anno" "per la competenza, la passione e l'impegno".Il Premio è anzitutto un riconoscimento per il lavoro speso con intelligenza e lungimiranza sul Piano Nazionale della Logistica, ma anche per il contributo di conoscenza e competenza sempre dato su temi di così grande rilevanza sia sul piano operativo che su quello politico. merito del suo impegno se Forza Italia si è potuta sempre esprimere in maniera appropriata e competente sui temi della logistica.E' la prima volta cioè che il Premio viene assegnato a un politico, ma gli è stato attribuito non solo per l'attività politica o per quella svolta come Sottosegretario, ma anche per la sua attività manageriale e per lo sviluppo dato all' azienda di cui è presidente nel settore spedizioni.Del resto è stato Giachino il principale artefice del Piano nazionale della logistica 2011-2020 approvato dalla Consulta Nazionale dei Trasporti. E' stato Giachino a seguire per conto del Governo tutti i lavori parlamentari che hanno portato all'approvazione della Riforma del Codice della Strada, grazie alla quale sono state dimezzate le stragi del sabato della sera.

A Giachino si deve l'istituzione del Fondo di garanzia al Credito per l'autotrasporto, lo sblocco delle autostrade del mare e l'istituzione del Ferrobonus,l'incentivo al trasporto merci su rotaia una norma ripresa recentemente dal ministro Delrio. Fin qui l'elenco può apparire arido come tutti i cataloghi. Più profondamente dal 2008 al 2011 , nel governo Berlusconi, di cui era sottosegretario, ha mostrato in teoria e nella pratica che cosa voglia dire occuparsi con responsabilità di governo di un settore delicato come quello dei trasporti. Non in astratto. Ma preoccupandosi delle persone concrete che non sono robot, non coincidono con i bisonti che conducono nella nebbia e nella neve, hanno famiglia, ciascuno con i propri problemi.Occorre ricordarsi di loro quando si analizzano i numeri delle merci esportate e importate, dei costi materiali e umani, della questione della sicurezza (per questo ha portato a termine, d'intesa con il Parlamento, la revisione del codice della strada). Tutto questo spingendo per la realizzazione di una pace sociale sulle strade. Come generosamente Giachino ricorda nel libro, conoscevo da anni la sua intelligenza operativa in questo settore. Era rappresentante di importanti associazioni, ed egli dette un contributo decisivo per impedire una specie di contagio che sembrava inesorabilmente destinato a propagarsi dall'Europa all'Italia. Erano i tempi di quella temuta epidemia che fu chiamata aviaria, ma ce n'era un'altra non meno preoccupante quella - e scusatemi il gioco di parole - "viaria". Le strade e autostrade dell'Europa continentale erano bloccate dalla protesta degli autotrasportatori, e la paralisi pareva inevitabile per la teoria dei vasi comunicanti delle agitazioni sindacali. Se c'è il rischio del peggio, state sicuri che capita -dice questa legge. Invece no. Giachino - allora leader di associazioni del ramo – seppe convincere non con la retorica, ma con la forza di proposte piene di buon senso pratico, i protagonisti del trasporto su gomma a trovare altre forme di pressione sul governo che non danneggiassero l'economia e gravassero su cittadini inermi. Fu un successo. Giachino riuscì a mettere nel carniere accordi buoni per i camionisti, padroni e padroncini, e utili al sistema Paese. Impossibile però isolare il settore del trasporto su strada rispetto a quello su ferro e su mare. La nostra penisola e le nostre isole sono piattaforme logistiche che invece di essere luoghi desertici sono sterminati patrimoni di cultura e di bellezza. Tutto questo - e qui siamo al tema oggi in agenda - fa dell'Italia una terra per giovani, per il lavoro dei giovani in tutte le gamme possibili. Ho usato l'indicativo presente, ma occorrerebbe adoperare il condizionale. Dovrebbe essere così. Infatti il nostro Paese oltre che fortunato logisticamente, e strabiliante per arte e cultura, è anche la seconda manifattura d'Europa, cui in nessun modo dobbiamo rinunciare, ma per questo occorre un grande patto politico e sociale perché SI intraprenda con decisione lungimirante e senza indugi la via dell'industria 4.0 e dei servizi 4.0. La cultura 4.0!

Che ha bisogno di infrastrutture efficaci, di investimenti "green".Qui c'è uno spazio immenso di crescita e di occupazione.Il distillato dell'impegno passato e presente lo si ritrova in queste pagine curate da Deborah Apollonio, le quali hanno questa caratteristica: le evidenze operative si innestano su una visione strategica.Visone strategica che Giachino pesca da Cavour. Da bravo piemontese, legge le cose con gli occhi del grande statista artefice dell' uni tà d'Italia.Cavour aveva una chiara visione geopolitica, ed insieme la praticità per conseguire il successo. E per lui il sistema dei trasporti era decisivo per lo sviluppo economico del Piemonte e quindi dell 'Italia. Bisognava smettere di usare le Alpi come fortilizio per difendersi, ma bisognava aprirle ai commerci. Come? Bucandole! Da qui la politica dei tunnel e della transitabilità dei passi, quella di un sistema integrato marittimo, ferroviario-stradale che solo ottusità conservatrici ed ecologismi disonesti bloccano tuttora! Una scelta colpevole, garanzia di declino del Piemonte, ma non solo.Tre punti decisivi che ci propone Giachino e io faccio miei.

1) il ruolo dell'Italia come crocevia dei commerci tra est e ovest, nord e sud: Non dobbiamo, non possiamo rinunciare a questo ruolo.

2) la necessità di una conseguente politica dei trasporti e della logistica, con investimenti infrastrutturali e opere da portare a compimento e da intraprendere in un evidente contesto europeo e non solo: vedi la Via della Seta per mare, il corridoio che da Genova passa dal Gottardo, e quello che attraversa con la Tav la Valle di Susa.

3) una classe politica capace di tenere insieme ideali, onestà e competenza: l'ascensore sociale del merito che non è solo abilità in un settore, ma ha l'ampiezza della qualità morale. In questo senso il passaggio da quella che viene detta con enfasi "trincea del lavoro" alla politica non è qualcosa di innaturale. Non è un'applicazione tecnica, ma la promozione insieme di ciò che fa crescere economia e civiltà.Questo merito deve essere fatto funzionare in politica come nel resto di ogni attività umana. Un criterio che nella compilazione delle liste dei partiti, compreso il nostro, non è sempre capitato di veder praticato. Purtroppo!Il merito - non solo tecnico ma in umanità - questa è la prima grande riforma che gli italiani sono chiamati a fare e che il prossimo governo dovrà impegnarsi a promuovere.Lo sviluppo dell' economia e dell' occupazione giovanile ne saranno la conseguenza.

 

 

Trasporti e logistica - Un motore di sviluppo da rilanciare

Trasporti e Logistica sono la terza filiera del nostro Paese, valgono oltre il 10% del PIL italiano e occupano quasi 1 milione di persone. A causa della carenza di infrastrutture e a causa di una organizzazione da riformare oggi la logistica italiana è meno competitiva di quella olandese o tedesca e incide del 20% in più' sui costi del nostro sistema produttivo. Rilanciare la logistica e i trasporti come fattore di competitività e crescita è l'impegno dell'ex sottosegretario ai trasporti.

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Economia e lavoro a Torino e in Piemonte

Torino e il Piemonte culla della industria e dello sviluppo economico del nostro Paese da anni crescono meno della media nazionale. Torino oggi è al primo posto per disoccupazione giovanile e per numero di cassaintegrati. GIACHINO che per primo nel 2008 lanciò l'allarme inascoltato da Fassino e Chiamparino, prosegue nel suo impegno. Dopo aver fatto la battaglia per porta a Torino l'Authority dei trasporti e perché l'Aeroporto di Torino non venisse declassato dal Governo Renzi ora si batte per la Tav, per il Terzo Valico e per riportare a Torino il Salone dell'Auto e della Tecnica.

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Sicurezza stradale - Un impegno per la vita

L'Italia nel 2002 era al primo posto per incidenti e mortalità sulle strade (7.000 morti). Con due leggi del Governo Berlusconi, la Patente a punti del 2003 e la riforma del Codice della Strada del 2010 incidenti e morti sono dimezzati sino ai 3.200 del 2014. GIACHINO che ha seguito per conto del Governo a Berlusconi l'ultima riforma del Codice (legge 120/2010) prosegue il suo impegno a favore della vita è della sicurezza dei cittadini e degli automobilisti.

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Autotrasporto

E’ mia convinzione la necessità di una politica industriale del trasporto merci che lo strutturi maggiormente e lo renda competitivo a livello nazionale ed europeo, una politica che rilanci la crescita economica, sviluppi l'efficienza logistica e aumenti la domanda di trasporto per il sistema trasportistico italiano.

E una politica industriale del settore sarà tanto più forte quanto più sarà unito il mondo associativo e migliore il rapporto con la committenza.

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Piano Nazionale della Logistica

Libro di Giachino Bartolomeo - Logistica e Trasporti - I edizione

Libro di Giachino Bartolomeo - Logistica e Trasporti - II edizione

@MinoGiachino

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