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L'unità dell'autotrasporto per una politica industriale del settore che rilanci i trasporti e il Paese

Premesso che le proposte presentate ai tavoli di Governo nel Giugno 2008 relative ai cosiddetti costi minimi della sicurezza o costi incomprimibili della sicurezza furono presentate e illustrate dal Presidente di Unatras, Franco Coppelli (Fita-Cna) cosi come nel corso del tavolo a tre Unatras sempre presieduta da Franco Coppelli presentò la ipotesi che, dopo il restyling da parte dell'Ufficio Legislativo del Ministero divenne l'articolato della legge 127/2010, con la firma del protocollo il 17.6.2010;
Premesso ancora che il 2.11.2011 la nuova presidenza di Fita Cna scrisse al rappresentante del Governo protempore che l'Osservatorio non avrebbe potuto deliberare costi inferiori a quelli contenuti nelle tabelle ministeriali e relativi ai contratti verbali;
Premesso che negli ultimi 32 mesi nessuna ipotesi concreta, correttiva/migliorativa è stata proposta, concordata o approvata;
Premesso che il peggioramento della situazione economica europea e italiana cosi come il peggioramento delle condizioni della competitività del trasporto su gomma europeo dopo le decisioni che portarono all'argomento dell'Europa a 28, malamente gestita dalla Commissione europea in particolare da quella presieduta da Romano Prodi, determina effetti pesanti sulle aziende di autotrasporto italiano;
Premesso che il problema maggiore del nostro Paese è la crescita economica e occupazionale, condizione imprescindibile per la ripresa della domanda di trasporto;
Premesso che i dati sull'andamento economico del Paese che riducono le previsioni della crescita economica del 2014 dopo il calo di 4,3 punti di pil tra il 2012 e il 2013 conseguenze delle esagerate manovre recessive di Monti.
Riteniamo che sia indifferibile una politica industriale del trasporto merci che lo strutturi maggiormente, lo renda maggiormente competitivo a livello nazionale ed europeo.
Una politica industriale del settore sarà tanto più forte se alle spalle il Paese riuscirà a darsi un disegno (Piano) di riforma e di sviluppo logistico del Paese che lo renda centrale nei traffici commerciali europei da e verso l'Est asiatico e verso i Paesi in via di sviluppo del continente africano.
Pensate che la Fiera di Monaco organizza il salone della logistica in Cina. Un salone visitato anche da rappresentanti di Governi stranieri. L'unico Governo non presente è il nostro. Assistiamo a Presidenti di Interporti italiani che vanno in Cina a contattare operatori logistici di quel Paese.
Premesso che una politica industriale del settore sarà tanto più forte quanto sarà unito il mondo associativo e migliore il rapporto con la committenza, elenco, a nome di Forza Italia, i punti programmatici di una politica che rilanci la crescita economica, sviluppi l'efficienza logistica e aumenti la domanda di trasporto per il sistema trasportistico italiano.
A)- riforme costituzionali:
nella riforma dell'art. V rivedere i rapporti Stato- Regioni sul trasporto merci e sulla logistica;
B- Piano nazionale della logistica.
1)-Ricostituzione Consulta dei trasporti e della logistica (inserendo anche i rappresentanti degli spedizionieri, dei terminalisti, di Uirnet e degli interporti);
2)--proposta degli interventi prioritari infrastrutturali e logistico-portuali coerenti con il Piano della logistica.
C)- elementi di politica industriale:
1)- realizzazione reti Ten-T collegandole ai porti italiani; gestione dei corridoi; la nuova diga foranea a Genova.
2)- intervento per i dragaggi;
2)- riforma dei porti che li renda più competitivi nel confronto con i porti del Mediterraneo, Pireo in primis, e del Nord Europa;
3)- efficienza nei controlli portuali;
4)- vendita franco fabbrica/franco destino;
5)- politica di filiera nell'agroalimentare, nell'automotive...
6)- distribuzione urbana delle merci: allargamento protocollo Torino, Milano, Napoli alle altre Città capoluogo;
7)- riduzione costi assicurazione/ piattaforma telematica nazionale;
8)- entro il 31.7: tavolo autotrasporto/committenza per miglioramento norma costi minimi, nel rispetto delle norme della sicurezza e della legalità, e tempi certi di pagamento;
9)- riduzione costo del lavoro. In Europa prima che sia reso libero il cabotaggio;
10)- costo gasolio;
11)- riforma della logistica: incentivi alla crescita dimensionale delle aziende;
12)- ruolo Albo Autotrasporto per controllo regolarità autotrasporto anche attraverso l'utilizzo dei dati Inps, Assicurazioni, Motorizzazione etc.
14)- coordinamento controlli autotrasporto;
15)- Testo unico dell'autotrasporto.

di Bartolomeo Giachino

Roma, 8.7.2014

 

L'autotrasporto che in Piemonte conta oltre 10.000 aziende iscritte con oltre 50.000 mezzi pesanti occupa oltre 50.000 persone. Se a queste aggiungiamo gli addetti nella logistica arriviamo a sfiorare le centomila unità, dice volte la Fiat.
Negli anni più duri della crisi economica peggiore del dopoguerra, l'autotrasporto è l'unico settore cui il Governo Berlusconi abbia aumentato notevolmente le risorse proprio perché lo ha ritenuto strategico. Abbiamo istituito per la prima volta il Fondo di Garanzia per il credito al settore e sono oltre 4000 le aziende che pagano la loro esposizione presso le banche a un tasso inferiore grazie all'intervento del Fondo. Abbiamo ridotto il costo dell'Inail per gli autisti e tra le risorse stanziate per il 2012 nell'ultima finanziaria Berlusconi vi erano le risorse (24 milioni) per anticipare il rimborso delle accise sul gasolio da annuale a trimestrale. Il tutto con la contrarietà del PD.
L’attenzione al settore dell’autotrasporto del Governo è stata molta. nessuno può dire che non ci siamo impegnati allo spasimo. Prima ci siamo dedicati a difendere il settore dalla crisi peggiore dal dopoguerra aumentando le risorse (almeno 200 milioni di euro l’anno in più), ideando nuove risposte: sconto sul bollo, fondo di garanzia al credito, riduzione dell’Inail, autostrade del mare, ferrobonus, formazione, etc. o aumentando in modo importante le risorse per gli sconti sui pedaggi autostradali.
Per combattere l’aumento del gasolio, contro l’opposizione di molti, abbiamo introdotto la norma dell'83 bis ( costi della sicurezza) che potrà essere migliorata ma intanto è una risposta. Per far applicare questa norma abbiamo introdotto sanzioni che sono pienamente in vigore. Con il protocollo del 17-06-2010, trasformato in legge in meno di due mesi e con il solo voto della maggioranza parlamentare, abbiamo introdotto la norma sui costi minimi della sicurezza che avrebbero dovuto essere individuati ai tavoli degli accordi di settore, oltre a quella sui tempi di pagamento, per i tempi di attesa al carico e allo scarico e quella sui pallet. Per la norma sui costi una parte della committenza mi ha contestato pesantemente. Abbiamo difeso tali norme diverse volte in Parlamento. Abbiamo lavorato molto nell’Osservatorio per definire in modo più articolato e aderente al mercato i costi incomprimibili di sicurezza.
Non abbiamo pensato solo alle risorse economiche ma con il nuovo Piano nazionale della logistica, che assunto come base quello fatto approvare da Paolo Uggè nel 2006 ma con enormi e importanti aggiornamenti, vogliamo puntare allo sviluppo della logistica e dei trasporti italiani, l’obiettivo più serio per l'autotrasporto e per la crescita del Paese.
Sottolineo due aspetti importanti del Piano:
• maggiore efficienza dei porti per attrarre più merci, mentre oggi perdiamo traffici a favore dei porti del nord europa;
• proposta sul franco destino, invece del franco fabbrica, per aumentare la quota italiana nel nostro trasporto.
Concludendo nei tre anni e mezzo da Sottosegretario ai trasporti, anni resi difficilissimi dalla crisi economica più pesante dal dopoguerra, non ci siamo mai girati dall’altra parte di fronte ai problemi che la crisi ha creato al settore e, a sua volta, il settore ha sempre saputo che al Ministero c'era un punto di riferimento sicuro e disponibile.
A questo è dovuta la pace sociale che ha evitato al Paese, negli anni della crisi, un ulteriore aggravio economico causato dai blocchi dei TIR che in quegli anni hanno interessato tutti i Paesi europei. La riprova si è avuta nel gennaio 2012 quando con il Governo dei tecnici, meno sensibili alle istanze delle categorie, vi è stato prima il blocco i Sicilia, poi quello a livello nazionale.
Questo stesso impegno sarà necessario per la prossima legislatura che dovrà essere la legislatura del rilancio economico del Paese anche attraverso il rilancio dei trasporti e della logistica.

Gennaio 2012

Trasporti e logistica - Un motore di sviluppo da rilanciare

Trasporti e Logistica sono la terza filiera del nostro Paese, valgono oltre il 10% del PIL italiano e occupano quasi 1 milione di persone. A causa della carenza di infrastrutture e a causa di una organizzazione da riformare oggi la logistica italiana è meno competitiva di quella olandese o tedesca e incide del 20% in più' sui costi del nostro sistema produttivo. Rilanciare la logistica e i trasporti come fattore di competitività e crescita è l'impegno dell'ex sottosegretario ai trasporti.

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Economia e lavoro a Torino e in Piemonte

Torino e il Piemonte culla della industria e dello sviluppo economico del nostro Paese da anni crescono meno della media nazionale. Torino oggi è al primo posto per disoccupazione giovanile e per numero di cassaintegrati. GIACHINO che per primo nel 2008 lanciò l'allarme inascoltato da Fassino e Chiamparino, prosegue nel suo impegno. Dopo aver fatto la battaglia per porta a Torino l'Authority dei trasporti e perché l'Aeroporto di Torino non venisse declassato dal Governo Renzi ora si batte per la Tav, per il Terzo Valico e per riportare a Torino il Salone dell'Auto e della Tecnica.

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Sicurezza stradale - Un impegno per la vita

L'Italia nel 2002 era al primo posto per incidenti e mortalità sulle strade (7.000 morti). Con due leggi del Governo Berlusconi, la Patente a punti del 2003 e la riforma del Codice della Strada del 2010 incidenti e morti sono dimezzati sino ai 3.200 del 2014. GIACHINO che ha seguito per conto del Governo a Berlusconi l'ultima riforma del Codice (legge 120/2010) prosegue il suo impegno a favore della vita è della sicurezza dei cittadini e degli automobilisti.

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Autotrasporto

E’ mia convinzione la necessità di una politica industriale del trasporto merci che lo strutturi maggiormente e lo renda competitivo a livello nazionale ed europeo, una politica che rilanci la crescita economica, sviluppi l'efficienza logistica e aumenti la domanda di trasporto per il sistema trasportistico italiano.

E una politica industriale del settore sarà tanto più forte quanto più sarà unito il mondo associativo e migliore il rapporto con la committenza.

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Piano Nazionale della Logistica

Libro di Giachino Bartolomeo - Logistica e Trasporti - I edizione

Libro di Giachino Bartolomeo - Logistica e Trasporti - II edizione

@MinoGiachino

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